Il pittore e incisore Kuutti Lavonen, più che un rapporto esclusivo con l’Italia, manifesta un interesse più generalmente diretto all’area mediterranea, in quanto oltre che con l’Italia ha intrattenuto rapporti molto stretti anche con la Francia.


Questo artista, che ha studiato a lungo sia in Italia che in Francia, ha penetrato fortemente la cultura mediterranea prima ancora che una specifica tradizione artistica. Le sue figure hanno la lieve graziosità e la complessa sensibilità tipiche della nostra tradizione artistica, rinascimentale e barocca, più vicine ad un’atmosfera mistico-cattolica che non all’asciuttezza della consuetudine nordica.


Lo studio del barocco è per altro testimoniato dalle sue attuali ricerche, di natura storico artistica, condotte sulla figura di Bernardo Cavallino. Questo artista inoltre mostra nei suoi soggetti una grande cultura intellettuale, meditata attraverso una contemplazione analitica. In alcuni casi i suoi soggetti sono dedicati alla natura, che appare idealizzata e in alcuni casi perfino personalizzata. Di frequente le figure di giovani donne e fanciulli, che ricordano la grazia e la perfezione delle statue greco-romane, rappresentano proprio la personificazione di concetti, come moderne allegorie.


È questo ad esempio il caso dell’opera esposta “L’eau intarissable” in cui dietro le spoglie di una donna si rappresenta l’idea di un’acqua purificatrice che sgorga inesauribile con i suoi effetti benefici e irrinunciabili per l’uomo. Lo studio di Lavonen, oltre a concentrarsi sui maestri del passato, è intriso nella meditazione letteraria sulla traccia del significato profondo delle parole, patrimonio importantissimo e avanzato veicolo di comunicazione delle grandi civiltà. Le parole però non sono solo quelle di una tradizione aulica, bensì le parole che partecipano alla vita quotidiana, come ad esempio quelle potentemente significanti della comunicazione pubblicitaria. La parola intarrissable è stata, infatti, incontrata casualmente su una piccola scatola che Lavonen ha comprato da un robivecchi di Parigi scatenando in lui l’intenzione di rielaborare questa parola dal significato così sottile e raffinato.

Antonella Perna